Archivi tag: Diana Spencer

La “vendetta” di Donald Trump in un libro

di Massimo Basile (agi.it, 23 aprile 2023)

Dalla lettera di Oprah Winfrey a quella di Kim Jong-un, l’annunciato libro di Donald Trump esce martedì 25 aprile, con i documenti della sua privata corrispondenza con leader politici, membri reali, star dello spettacolo e big dell’economia, in un periodo che parte da prima del suo ingresso alla Casa Bianca. Il titolo non lascia spazi a fantasie, Letters to Trump, “Lettere a Trump”, ma poteva chiamarsi “La vendetta”.

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Antico

di Giovanni De Mauro (internazionale.it, 13 aprile 2023)

Il 30 ottobre del 1938 la rete radiofonica statunitense Cbs trasmise un programma di Orson Welles in cui si annunciava lo sbarco sulla Terra di extraterrestri ostili. Nel luglio del 1984 tre ragazzi di Livorno scolpirono delle finte teste nello stile dell’artista Amedeo Modigliani, morto nel 1920, e le fecero ritrovare in un canale, ingannando alcuni grandi critici d’arte italiani. Nell’aprile del 1983 il settimanale tedesco Stern dichiarò di essere entrato in possesso dei diari segreti di Adolf Hitler: sessanta volumi che si rivelarono falsi.

Ph. Alison Jackson / alisonjackson.com

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Le strane fantasie di re Carlo

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 29 marzo 2023)

Dinosauri, elefantini, gufi e gattini. Se Elisabetta II aveva reso le borsette e gli outfit colorati il suo marchio di fabbrica, suo figlio re Carlo III ha fatto delle cravatte dalle fantasie insolite il tratto distintivo del suo stile da monarca. Per accorgersene occorre una vista da falco o un buon teleobiettivo. A una prima occhiata le cravatte hanno generalmente un colore pastello e un motivo grafico ripetuto per tutto l’involucro di seta, sarebbe a dire la parte a vista che spunta dall’abito.

Ph. Max Mumby / Indigo – Getty Images

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“Spare”, il dolore dei ricchi fa cassetta

di Antonella Boralevi (huffingtonpost.it, 12 gennaio 2023)

400mila copie vendute in un giorno, 40 milioni di dollari per l’autore. Spare, “Il pezzo di ricambio”, firmato da Harry d’Inghilterra (ma scritto dallo stesso ghostwriter, J.R. Moehringer, che ha creato il best seller Open di Andre Agassi) è un successo epocale di vendite. Alla pari con la saga di Harry Potter. A Londra, ci si picchia per conquistarne una copia. Perché succede?

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Principe di Galles: perché il tessuto così amato dalla moda si chiama così

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 23 gennaio 2023)

Partiamo dalla fine. Stando a quanto riportano le cronache, William non ha ancora indossato un check principe di Galles. Benché detenga il titolo da mesi, finora ha scelto di non seguire le orme di chi l’ha preceduto nel ruolo, più o meno lungo, di erede al trono d’Inghilterra. Ma cosa c’entra un pattern così amato dalla moda con i reali? Ecco svelata la storia di come è nato il principe di Galles.

Ph. Anwar Hussein / Getty Images

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La formula della fama

di Guia Soncini (linkiesta.it, 29 settembre 2022)

Al video ci ho pensato dopo, quando ieri è arrivata nelle redazioni una letterina con cui l’avvocato di Giorgia Meloni intimava di non braccarne la figlia per fotografarla o riprenderla. Al video in quel momento presente sulla home page d’un grande quotidiano, in cui un giornalista filmava una seienne che entrava a scuola, perché quella seienne è la figlia della prossima presidente del Consiglio, e in un Paese senza star system ci si arrangia come si può.

Pexels

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Tra le facce pari e dispari. Intervista a Umberto Pizzi, il sovrano dei fotografi romani

di Francesco Palmieri (ilfoglio.it, 4 settembre 2022)

Se tra la morte di Michail Gorbaciov e il venticinquennale di quella di Diana Spencer parlate con Umberto Pizzi, sovrano dei fotografi romani, sessant’anni di mestiere e ottantacinque di età, due domande le tenete già pronte. Nel suo archivio, parzialmente on line e dichiarato “patrimonio di interesse culturale”, sia di Gorbaciov sia di Lady D ci sono tante fotografie. Ma ci sono ovviamente anche gli occhi dell’autore.

Ph. Umberto Pizzi

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Non ne abbiamo mai abbastanza di Diana Spencer

(ilpost.it, 31 agosto 2022)

A mezzanotte passata del 31 agosto 1997, 25 anni fa, Diana Spencer e Dodi al Fayed stavano per lasciare l’hotel Ritz di Parigi, dove avevano cenato. La principessa del Galles e il suo compagno avevano deciso di mangiare nella suite imperiale (da 6mila sterline a notte) perché al ristorante i presenti non facevano altro che fissarli. Diana ordinò uova strapazzate, asparagi e una sogliola. Dopodiché uscirono per tornare all’appartamento di al Fayed, sugli Champs Élysées. Con una Mercedes S280 nera cercarono di seminare i paparazzi che li seguivano da ore. A guidare la grossa e potente berlina era Henri Paul, responsabile della sicurezza del Ritz, che la spinse ben oltre i 200 chilometri all’ora per le strade parigine. Un fotografo raccontò poi di aver visto la Mercedes passare col rosso a Place de la Concorde.

Ph. John Minihan / Evening Standard / Hulton Archive / Getty Images

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Lady Diana e le sue sosia: come la principessa ingannava i paparazzi

di Roberta Mercuri (vanityfair.it, 13 aprile 2022)

Lady Diana, anche quando andava in vacanza, era perennemente inseguita dai paparazzi. La principessa, però, aveva trovato un ingegnoso stratagemma per prendersi gioco di loro: faceva amicizia con donne molto simili a lei, e le convinceva a scambiarsi i vestiti. Risultato: spesso i fotografi seguivano le sosia anziché la vera Diana. L’aneddoto è stato raccontato a Insider da Hannes Schneider, proprietario dell’hotel a cinque stelle Arlberg, in cui la moglie di Carlo d’Inghilterra soggiornava quando andava a sciare a Lech, sulle Alpi austriache. Negli anni Novanta, Diana andò a Lech coi figli William e Harry per cinque stagioni di fila. E così diventò amica di Schneider, al quale un giorno confidò, tutta divertita, la sua strategia anti-paparazzo.

Ph. Tim Graham / Getty Images

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Gli abiti di Catherine Walker che legano Kate a Diana

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 20 marzo 2022)

Non si tratta solo di creare vestiti belli ma anche di disegnare abiti confortevoli, eleganti, attenti all’etichetta e all’occasione. Questo è ciò che viene richiesto a una maison quando viene chiamata da una casa reale. È un patto che diventa un vero e proprio sodalizio, con le sue croci e le sue delizie. Sono molto diversi tra loro gli stilisti che lavorano con regine di oggi e di domani. Edouard Vermeulen, designer della casa di moda Natan, considera la regina Mathilde come una di famiglia. Claes Iversen, uno dei designer preferiti di Maxima dei Paesi Bassi, è discreto per quanto riguarda il suo rapporto con la regina, ma questo non vuol dire che non possa avere una sua popolarità anche attraverso passaggi in reality show.

Ph. Tim Graham / Photo Library via Getty Images

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