Archivi tag: comunicazione politica

“Sparami addosso, mi rafforzi”: in Florida a ruba le t-shirt di Trump

Adnkronos

(adnkronos.com, 6 agosto 2024)

“Se mi spari addosso mi rafforzi”, “Le leggende non muoiono mai”, “Mai arrendersi”, “Non puoi uccidere la libertà”. Sono alcuni degli slogan “urlati” dalle magliette vendute nei centri commerciali della Florida, e immortalate in queste foto dell’Adnkronos, a sostegno della campagna di Donald Trump. In una massiccia e ben studiata operazione di marketing elettorale, le immagini iconiche dell’attentato in Pennsylvania, in cui il candidato repubblicano si salva per miracolo, si rialza insanguinato e alza il pugno al cielo urlando “fight, fight, fight” ai suoi sostenitori, sono diventate poster, adesivi, meme social e, soprattutto, t-shirt.

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“The Will to Win”: per la Nazionale ucraina alle Olimpiadi lo sport è politica

Ph. Clodagh Kilcoyne / Pool – Reuters

di Yaryna Grusha (linkiesta.it, 26 luglio 2024)

A partire dall’invasione russa su larga scala, l’Ucraina ha continuato a ribadire, spesso inascoltata, che ogni ambito, oltre a quello militare, è direttamente collegato alla guerra. Attraverso vari esempi, infografiche, dati numerici e storie personali, gli ucraini hanno cercato di confutare la tesi dello sport al di fuori della politica. Gli atleti ucraini sono scesi in campo con grande difficoltà, confrontandosi con gli atleti russi e rifiutando almeno di stringere loro la mano.

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I contenuti bizzarri sui social di Maduro

Epa / Miraflores Palace – Handout

(ilpost.it, 24 luglio 2024)

Ogni giorno gli account del presidente venezuelano Nicolás Maduro riversano sui social network una grande quantità di contenuti propagandistici, soprattutto video. Il regime di Maduro – che governa dal 2013 in maniera autoritaria e sta facendo di tutto per restare in carica e impedire all’opposizione di vincere le elezioni di domenica – ha detto con una certa pomposità di essersi impegnato in una «battaglia della comunicazione» su Internet, contendendo ai dissidenti l’unico spazio dove potevano ancora esprimersi con una certa libertà.

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Per Charli XCX anche “Kamala È brat”

(ilpost.it, 24 luglio 2024)

Sui social network, specialmente tra utenti anglosassoni ma ormai anche in Italia, quella del 2024 è la “brat summer”, o la “brat girl summer”. Kamala Harris, la candidata di fatto dei Democratici alle elezioni presidenziali statunitensi di novembre, è brat, o almeno così ne parlano in molti, prima fra tutti la cantante pop britannica Charli XCX, che con il suo ultimo disco – Brat, per l’appunto – è diventata la responsabile del filone di meme più popolare di queste settimane. Un meme che si è imposto come succede ormai sempre più raramente in un’epoca in cui la produzione di contenuti on line è assai frammentata e non riesce quasi mai a catalizzare l’attenzione della maggioranza.

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Beyoncé ha concesso “Freedom” per la campagna di Kamala Harris

Ph. Kevin Winter / Getty Images

a cura di Eleonora Di Nonno (fanpage.it, 23 luglio 2024)

La campagna elettorale di Kamala Harris ha una colonna sonora: Freedom. Secondo quanto riportato dalla Cnn, Beyoncé ha dato il via libera alla vicepresidente di utilizzare il brano durante la campagna elettorale. Il video del primo comizio della Harris sulle note della canzone della pop star è diventato in breve tempo virale sui social.

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Alcuni candidati del partito di Nigel Farage forse non esistevano davvero

Mark Matlock via X

(ilpost.it, 9 luglio 2024)

Alle elezioni britanniche di giovedì scorso Reform UK, il partito di estrema destra che Nigel Farage è tornato a guidare, ha ottenuto un ottimo risultato: ha raccolto più di quattro milioni di voti e fatto eleggere cinque deputati, tra cui Farage stesso, che è riuscito a farsi eleggere al suo ottavo tentativo. Subito dopo le elezioni, però, alcuni hanno iniziato a chiedersi se i candidati di Reform UK nel loro collegio elettorale fossero persone reali, perché in molti casi non hanno partecipato né alla campagna elettorale né allo scrutinio.

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La foto dell’attentato a Donald Trump già diventata un simbolo

Ph. Evan Vucci / Ap

(ilpost.it, 14 luglio 2024)

Tra le molte foto dell’attentato di sabato 13 luglio a Donald Trump a Butler, in Pennsylvania, ce n’è una che è già circolata molto più delle altre e che gran parte dei giornali statunitensi e internazionali ha usato per illustrare i propri articoli: è quella che riprende Trump dal basso, subito dopo che si è rialzato in seguito agli spari, con il sangue sul lato destro della faccia e il pugno alzato, mentre quattro agenti del Secret Service – l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza del presidente, del vice e degli ex presidenti – cercano di proteggerlo e di allontanarlo dal palco. Sullo sfondo, una grande bandiera a stelle e strisce.

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Donald Trump, stella di TikTok

realdonaldtrump via TikTok

di Massimo Basile (agi.it, 8 luglio 2024)

C’è una piattaforma su cui Donald Trump risulta già vincitore nel confronto a distanza con Joe Biden: TikTok. Sul social preferito da decine di milioni di giovani americani, il tycoon sta spopolando con 7,5 milioni di follower, mentre l’account ufficiale della campagna del presidente degli Stati Uniti è fermo a 450mila.

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Il leader dei Lib-Dem britannici ha deciso di puntare sull’intrattenimento

Ph. Christopher Furlong / Getty Images

(ilpost.it, 25 giugno 2024)

Il sistema elettorale del Regno Unito, dove solo il partito che arriva primo in un collegio ottiene il rispettivo seggio in Parlamento, ha storicamente incentivato il bipolarismo. La politica è divisa in due schieramenti: a sinistra i Laburisti e a destra i Conservatori. I due partiti più grossi, oltre a ricevere la maggior parte dei voti, monopolizzano l’attenzione mediatica.

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Biden-Trump: un neurologo analizza i due candidati alla Casa Bianca

Ph. Yuri Gripas / Abaca – ipa-agency.net

di Nina Verdelli (vanityfair.it, 28 giugno 2024)

Nessun dibattito presidenziale come quello tra Biden e Trump, andato in onda ieri notte sulla Cnn, ha suscitato più curiosità per la forma che per il contenuto. Sarà che i due candidati, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e l’ex presidente Donald Trump, sono arcinoti, così pure le loro posizioni su aborto, immigrazione e politica estera. E persino i loro mantra («Trump è un bugiardo», sottolinea a più riprese Biden) e le loro sparate («Biden è il peggiore presidente di sempre», ripete a sfinimento Trump).

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