Il condannato a morte difeso da Kim Kardashian è stato giustiziato

(agi.it, 6 marzo 2020)

È stato giustiziato con una iniezione letale Nathaniel Woods, 44 anni, accusato di essere la “mente” dell’omicidio dei tre agenti nel 2004, presumibilmente attirati in un’imboscata in una casa a Birmingham, in Alabama, dove avevano tentato di arrestarlo per reati legati alla droga. Il caso aveva portato a una massiccia mobilitazione di attivisti che aveva visto impegnate anche celebrità come Kim Kardashian, determinate a impedire che fosse messo a morte un uomo “forse innocente”.

dailymail.co.uk
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Woods non premette il grilletto ma è stato considerato colpevole come l’esecutore materiale, Kerry Spencer, che lo aveva definito “innocente al 100%” in una recente lettera inviata ai media statunitensi. “So che questo è un dato di fatto perché sono la persona che ha sparato e ucciso tutti e tre i poliziotti”, aveva scritto Spencer. Woods si era sempre dichiarato innocente. Il verdetto di colpevolezza era stato espresso nel 2015 da 10 giurati su 12. L’Alabama è l’unico Stato che non richiede un verdetto unanime per imporre la pena di morte.

Prima della condanna, Kim Kardashian aveva scritto in un tweet che Woods sarebbe stato “giustiziato in Alabama (…) per omicidi che non ha commesso”. La Kardashian si era unita alla mobilitazione di circa 120mila persone che avevano chiesto al governatore dell’Alabama, Kay Ivey, di sospendere la condanna. Tra gli attivisti impegnati nella campagna, Martin Luther King III, il maggiore dei figli ancora in vita dell’omonimo attivista per i diritti civili. “Sei disposto a consentire l’esecuzione di un uomo potenzialmente innocente?”, aveva chiesto in una lettera inviata al governatore e pubblicata su Twitter. L’esecuzione era stata temporaneamente fermata ma la Corte Suprema ha negato la sospensione. La condanna a morte di Woods è la quinta eseguita quest’anno negli Stati Uniti.

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