
di Alessia Arcolaci (vanityfair.it, 26 febbraio 2025)
Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti, ha pubblicato nelle prime ore della mattina del 26 febbraio sui suoi canali ufficiali social un video in cui mostra la sua «Trump Gaza». È un video realizzato con l’Intelligenza Artificiale che sembra impossibile sia stato davvero pubblicato sull’account ufficiale di un capo di Stato ma invece è proprio così.
Quel video esiste davvero ed è stato veramente realizzato e condiviso dall’attuale governo americano. Non si tratta di un errore, di un contenuto che non volevano pubblicare, di una tragica svista. No, il video «Trump Gaza» dà vita, rendendole drammaticamente concrete, a tutte le recenti dichiarazioni fatte da Trump nelle ultime settimane sul futuro di Gaza, secondo lui. Quel «resort» di cui aveva cominciato a parlare sostenendo che tutti gli abitanti di Gaza sarebbero dovuti uscire dalla loro terra per essere accolti dai Paesi confinanti, per permettere la ricostruzione.
«Ho parlato col re di Giordania e gli ho detto che vorrei che prendesse altri profughi perché, guardate, adesso nella Striscia di Gaza è un disastro, stiamo parlando di un milione e mezzo di persone, dobbiamo ripulire tutto», aveva detto Trump. «Dobbiamo fare qualcosa, al momento è un sito di demolizione, quasi tutto è demolito e la gente sta morendo, Gaza dovrebbe essere ricostruita in modo diverso. È una location fenomenale, sul mare… ha un clima ideale… è tutto bello, si potrebbero fare delle cose belle lì, è molto interessante. Così vorrei essere coinvolto con alcune nazioni arabe e costruire abitazioni in posti diversi, in modo che possano vivere finalmente in pace, potrebbero essere temporanee o a lungo termine».
A queste parole, segue oggi il video Trump Gaza, dove il resort immaginato dal presidente Usa prende forma. Dove la tragedia umana di un’intera popolazione viene risolta in trenta secondi, a ritmo di musica. Un genocidio declassato così a un momento da superare in un attimo, semplicemente attraversando un tunnel. Ci sono i bambini in primo piano, quelli sopravvissuti alla guerra che ne ha uccisi almeno diciottomila. I bambini escono correndo da un tunnel che dalle macerie li porta in una sorta di nuova Dubai. È il paese dei Balocchi. Ma di certo, non per loro.
Il video dura circa trenta secondi e le immagini, che si aprono con le macerie di oggi mentre compare la scritta «Gaza 2025» si susseguono su una canzone che ripete: «Donald Trump ti rende libero, porta la luce, basta paura. Trump Gaza finalmente è qui». E ancora: «Niente più tunnel, niente più paura: Trump Gaza è finalmente arrivata». Poi chiude: «Trump Gaza number one».
Se non fosse un video pubblicato dal presidente che ha iniziato la crociata contro le persone transgender appena insediato al governo, firmando un ordine esecutivo che chiedeva alle agenzie federali statunitensi di riconoscere soltanto il genere maschile e quello femminile, sembrerebbe avanguardia. Le donne protagoniste della danza del ventre sulla spiaggia di Gaza hanno il volto di due uomini con la barba ben evidente. L’altra ipotesi è che sia una svista, anche se poco credibile visto che il video sarà passato sotto diversi occhi prima di essere pubblicato. Infine, un’altra possibile lettura è quella della derisione di Hamas; infatti le due danzatrici hanno una fascia verde sulla testa, colore direttamente legato ad Hamas.
Tra le immagini che scandiscono questo manifesto trumpiano del futuro di Gaza, quelle che chiamano in causa i bambini sono diverse: li vediamo prima correre in spiaggia mentre prendono dei dollari che cadono dal cielo, poi passeggiare per le strade della nuova Gaza, tra grattacieli e una mega statua dorata dell’ex tycoon, tenendo in mano dei palloncini dorati a forma di volto di Donald Trump.
Una volta che il resort è pronto, Trump ha intenzione di trascorrerci le sue vacanze. Ed eccolo sdraiato a prendere il Sole mentre sorseggia un drink accanto all’amico Netanyahu, sdraiato su dei lettini che mettono in bella vista la scritta Trump Gaza. Ci sono le ballerine del ventre che si esibiscono, hotel di lusso, grattacieli che ricordano quelli di Dubai, il casinò. Tutto quello che serve a mostrare e alimentare la ricchezza.
Non poteva mancare il fidatissimo alleato Elon Musk, attuale capo del Doge, il dipartimento per «l’efficienza del governo». Lo vediamo mentre mangia soddisfatto una pizza e un piatto tipico arabo. Poi cammina sulla spiaggia mentre tutto intorno cadono e volano dollari. Come ogni luogo turistico che si rispetti, a Trump Gaza ci sono i souvenir. Sono delle mini-statue dorate che rappresentano Donald Trump, messe tutte in fila, una accanto all’altra.
Eccola qui, la Riviera del Medio Oriente tanto sbandierata dal presidente americano. Esiste, grazie all’Intelligenza Artificiale è già in mezzo a noi. Poco importa se queste immagini sono così violente che la prima volta che le guardi fanno pensare a una grande allucinazione. Poco importa dell’impatto che hanno su una popolazione, quella palestinese, che ha mostrato e continua a mostrare una resistenza morale senza pari. Quella popolazione che adesso vive al gelo sotto le tende, nel migliore dei casi, o ancora in mezzo alle macerie nella maggior parte dei casi. Solo negli ultimi giorni sei bambini sono morti di freddo (e non accade per la prima volta). Intanto, sempre lì, in quella terra, l’aspettativa di vita, come spiega uno studio pubblicato sulla rivista Lancet, è diminuita di trent’anni.